Carissimi Amici, Colleghi, Soci,
Il Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia si terrà quest’anno a Rimini; un anno del tutto particolare.
In questo contesto, già di per sé così difficile, è sotto gli occhi di tutti lo stato di disagio in cui vive il mondo della Sanità in generale e quello della Chirurgia in particolare.
A ben poco valgono i successi quotidianamente ottenuti nell’anonimato delle Sale Operatorie e delle Corsie.
Nessuno sembra favorevolmente impressionato da questi risultati, dal fatto che i chirurghi italiani siano stimati ed imitati all’estero..
I Media, molti Politici e purtroppo anche alcuni Manager, che del mondo politico sono l’espressione, parlano di una chirurgia in crisi, da rinnovare, da modificare, come fosse agonizzante e prossima allo sfacelo. Nonostante non risponda assolutamente al vero, questo clima preoccupa ed impaurisce molti, contribuendo a demotivare i giovani.
Fino a pochi anni fa le Scuole di Specializzazione di chirurgia ricevevano alcune centinaia di domande per pochi posti; oggi gli stessi posti vanno in parte vacanti, tanto da rendere prevedibile che la domanda possa essere sproporzionata rispetto all’offerta.
Tutto questo nel mezzo di una crisi economica senza precedenti che nel nostro paese attribuisce alla spesa sanitaria ( e spesso al conseguente deficit) la voce più preoccupante del bilancio delle Regioni.
Bisogna davvero che tutte le figure professionali che gravitano intorno al pianeta Sanità facciano uno sforzo eccezionale in termini propositivi. Il chirurgo, se vorrà essere uno dei protagonisti, dovrà ridefinire la propria figura in modo da non subire ma, contribuire attivamente a governare i cambiamenti in un mondo che tende ad imporli con una rapidità ed una incisività fino ad oggi inusitate.
Da queste considerazioni, rifacendosi al ritrovamento nel centro di Rimini di quella che è ormai conosciuta come la Villa del Chirurgo (*), prende spunto il titolo del Congresso: Quale Domus per il chirurgo?
A sottolineare come il mondo della chirurgia debba veramente ripensare ad una propria collocazione diversa dal passato: ancor più propositiva, più contestualizzata.
Il momento difficile da interpretarsi, quindi, come opportunità da cogliere, i dubbi come motori del miglioramento.
E del miglioramento dovrà essere parte fondamentale la formazione e l’attività Congressuale, che della formazione è elemento non secondario.
Se la contingenza comporterà la diminuzione delle risorse sarà obbligatorio orientare le rimanenti verso iniziative di provata efficacia. Dovremo sforzarci di migliorare non tanto la qualità dei Relatori o quella del materiale didattico, spesso eccellenti, ma piuttosto l’approccio metodologico all’evento congressuale.
A parità di contenuti, è infatti proprio l’approccio metodologico che nella individuazione degli obiettivi e delle tecniche di comunicazione, rende un evento più o meno incisivo sotto il profilo della efficacia didattica.
Proprio in questa logica si cercherà di dare ampio spazio alla interattività, alla discussione, alla ricerca del consenso, senza alcun dubbio da tutti considerate gli aspetti più stimolanti ed efficaci di ogni manifestazione scientifica.
Parte importante verrà poi dedicata a problemi che esulano dalla tecnica pura ma, che sono presenti in modo sempre più pressante nella nostra attività giornaliera. Non sarà sprecato il tempo dedicato a consolidare quella che si percepisce come una ritrovata unità di intenti ed una forza di categoria che diano maggiore dignità e voce ai Chirurghi Italiani.
Questo nell’ambito della Sede congressuale ma, dopo la giornata di lavoro, ci impegniamo a dar corpo a quella che è riconosciuta come la forza della Terra di Romagna: l’organizzazione del tempo libero e l’ospitalità.
Vi aspettiamo a Rimini; faremo di tutto perché ripartiate con la voglia di tornare!
Nota: Domus Residenziale del II° secolo dc, attribuita ad un Chirurgo di nome Euthyches, nella quale sono stati ritrovati ferri chirurgici di una qualità, una gamma ed un numero tali da costituire il più importante reperto del genere al mondo.
Il Presidente
Prof. Gianfranco Francioni
